sabato 24 giugno 2017

La Primavera / 2


Sandro Botticelli, La Primavera, 1482
Firenze, Museo degli Uffizi

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ANTONIO COLINAS

CLARA AGLI UFFIZI

Passeggiavi spensierata
nelle sale del museo degli Uffizi,
senza sapere dove dirigere i tuoi occhi
avanzavi forse stanca
di aver percorso Firenze tutto il giorno.
Non sapevi che all’improvviso, lì,
stava per irrompere il poderoso simbolo
della Bellezza inattesa,
l’ideale sublime di Bellezza e Verità,
ciò che (ancora) ci rende più umani
agli occhi degli umani.

Botticelli è il nome dell’artista.
La Primavera il dipinto.
Non sapevi cosa fare
e rimanevi in silenzio.
Hai semplicemente lasciato che parlasse il cuore.
E ti sei messa a piangere.
Piangevi,
e piangevi.

Alla Verità e alla Bellezza mancava
soltanto la gioia delle tue lacrime.

mercoledì 14 giugno 2017

Guernica


PicassoGuernica


Pablo PIcasso, Guernica, 1937
Madrid, Museo Reina Sofia

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PAUL ÉLUARD

LA VITTORIA DI GUERNICA


1

Bel mondo di tuguri
Di miniere e di campi


2

Visi buoni al fuoco visi buoni al freddo
Ai rifiuti alla notte agli insulti alla frusta


3

Visi buoni a tutto
Ecco il vuoto vi fissa
La vostra morte servirà d’esempio


4

Morte cuore rovescio


5

Vi han fatto pagare il pane
Il cielo la terra l’acqua il sonno E la miseria
Della vostra vita


6

Dicevan di volere il buon accordo
Razionavano i forti giudicavano i pazzi
Facevan l’elemosina spartivano in due un soldo
Salutavano i cadaveri
Si colmavano di cortesie


7

Perseverano esagerano non sono del nostro mondo


8

Le donne i bimbi hanno lo stesso tesoro
Di primavera verde e latte puro
E di durata
Nei loro occhi puri


9

Le donne i bimbi hanno lo stesso tesoro
Negli occhi
Gli uomini come possono lo difendono


10

Le donne i bimbi hanno negli occhi
Le stesse rose rosse
Mostra ognuno il suo sangue


11

La paura e il coraggio di vivere e morire
Tanto difficile la morte tanto facile


12

Uomini per cui questo tesoro fu cantato
Uomini per cui questo tesoro fu sprecato


13

Uomini reali cui la disperazione
Alimenta la fiamma divorante della speranza
Apriamo insieme l’ultima gemma dell’avvenire


14

Paria la morte la terra l’orrore
Dei nemici hanno il colore
Monotono della nostra notte
E noi li vinceremo.

giovedì 1 giugno 2017

Studio di cavalli


Studio di cavalli

Leonardo da Vinci, Studio di cavalli
Windsor, Royal Library

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RUTGER KOPLAND

I CAVALLI DI LEONARDO

Quanti schizzi che non ha lasciato...

Ripetizioni a non finire: fasci di muscoli, tendini,
ossa, giunture, l'intero macchinario
di cinghie motrici e leve con cui
si sposta un cavallo,

e con migliaia di sottilissime linee che quasi
invisibili scompaiono dolcemente nella carta
la pelle di orecchie, palpebre, narici,
pelle dell'anima...

deve aver voluto sapere come'era
fatto un cavallo e aver capito
che non era possibile,

quale fosse il segreto di un cavallo che prendeva forma
sotto il suo lapis.

Fece disegni splendidi, li esaminò,
li scartò.

(da Prima della scomparsa e dopo, Edizioni del Leone, 2005
Traduzione di Giorgio Faggin e Giovanni Nadiani)

sabato 27 maggio 2017

Les demoiselles d’Avignon


Les_Demoiselles_d'Avignon

Pablo Picasso, Les demoiselles d’Avignon, 1907
New York, Museum of Modern Art

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RAFAEL ALBERTI

BALLATA DELLE DEMOISELLES D’AVIGNON

Venere marcia. La sublime
bellezza eterna al pantheon.
Spunta un selvaggio assassino.
Les demoiselles d'Avignon.

Spasmo. Denti nuovi al bordello
Un secolo intero agitato.
Irrompono in collera gli angoli.
Les demoíselles d'Avignon.

Ledono braccia, glutei, nasi,
capezzoli, improba aggresione.
Castigo in forme che si schiacciano.
Les demoiselles d'Avignon.

Urlo lo spazio senza spazio.
Libertà e scomposizione.
Graffiano i ventri, non sopportano
Les demoise!les d'Avignon.

Cimitero del piacere,
il buon gusto pruriginoso
di fornicare con il quadro.
Les demoiselles d'Avignon.

Giorno e notte la porta aperta.
Visita oggi – senza limiti.
Attenzione, comunque. Mordono.
Les demoiselles d'Avignon.

sabato 20 maggio 2017

Zinc Door

 

Zinc Door

Franz Kline, Zinc Door, 1961
Londra, Hauser Wirth Re-View Onnasch Collection

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SEVERO SARDUY

ZINC DOOR

Aperta, no,
socchiusa.
Questa fessura Guarda.
Oltre il bianco,
bianco.
Ora il silenzio.
Le pareti si aprono.
La stanza sgretolata,
naviga. E lo splendore.
La porta trasparente.

sabato 6 maggio 2017

Veduta di Delft / 3

 

Jan Vermeer, Veduta di Delft, 1660-61
L'Aja, Mauritshuis

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CARLOS PUJOL

STANCA VEDERE LA CITTÀ

Stanca vedere la città, queste facciate
di colori ingenui, i canali,
tutto visto mille volte giorno dopo giorno,
ripetendo l'inganno
del tempo che se ne va.
La porta di Schiedam e il suo orologio,
e la porta di Rotterdam
con le sue torri gemelle,
la vita murata che protegge
invano dalle allettanti pretese.
C'è un'allegoria in questa immagine
di quiete che si guarda in uno specchio
che finge di non esistere.

venerdì 21 aprile 2017

La lettera d’amore

 

Fragonard

Jean-Honoré Fragonard, La lettera d’amore, 1773
New York, Museo Frick

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RAFFAELE CARRIERI

MIELE DI FRAGONARD

Finalmente, finalmente l’ape
Ha digerito la rosa.
La rosa è mia figlia giovane
Che legge una lettera d’amore
Ricevuta a Parigi nel 1765.
Il miele raccolto dei capelli
E il giubbetto color geranio
Ricordano il costume spagnolo
Dell’abate de Saint-Non.
I ciarlatani di campagna
Simili a istrioni napoletani
Parlano del Paese della Cuccagna.
Nei giardini e orti di Tivoli
Splendono le lenzuola:
Le lavandaie di Fragonard
Ridendo stendono i bucati.

(da Le ombre dispettose)