giovedì 4 gennaio 2018

Cacciatori nella neve / 2


Pieter Bruegel, Cacciatori nella neve, 1565
Vienna, Kunsthistorisches Museum

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RUTGER KOPLAND

INVERNO DI BRUEGEL

Inverno di Bruegel, colline con cacciatori
e cani, ai loro piedi la valle col villaggio.

Quasi a casa, ma il portamento stanchissimo, i passi
nella neve, un ritorno - sì - ma così lento,
quasi un arresto. Ai loro piedi ingigantisce
la profondità, si fa più ampia e lontana,
finché il paesaggio scompare in un paesaggio
che deve pur esserci, e c'è, ma soltanto

come esiste il desiderio.

Davanti a loro scende a picco un uccello nerissimo.
Derisione per quel faticoso tentativo di ritorno
alla vita laggiù: i bambini coi pattini sullo stagno,
le fattorie con le mogli in attesa e le bestie?

Vola una freccia ridendo al suo bersaglio.

venerdì 29 dicembre 2017

Orologio con ala blu


Marc Chagall, Orologio con ala blu, 1949
collezione privata

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INGER CHRISTENSEN

SE RESTO IN PIEDI

Se resto in piedi
sola nella neve
è chiaro
che sono un orologio

Come potrebbe altrimenti l'eternità
trovare la sua strada?

(da Luce, 1962)

giovedì 21 dicembre 2017

Ragazza sulla spiaggia


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Edvard Munch. Ragazza sulla spiaggia, 1896
Oslo, Munch Museum

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CRISTINA PERI ROSSI

LA SOLITARIA

                                                                     (Edvard Munch, La solitaria)

Contemplando l'infinità celeste
di un mare uniforme e incontenibile
uniforme
       vasto
               incontenibile

la donna
sola davanti al mare

Irresistibile, gli volta la schiena
Allora contempla
la sabbia azzurra
l'infinità della sabbia
                uniforme vasta incontenibile

Mare e mare

mercoledì 13 dicembre 2017

Racconti barbari


Contes barbares

Paul Gauguin, Racconti barbari, 1902
Essen, Museo Folkwang

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GÜNTER KUNERT

GAUGUIN: RACCONTI BARBARI

Riposano assieme nell’innocenza
abbronzate e appena distanti dal kitsch.
Le figure della nostalgia provengono
dalla tavolozza di un anziano.
L’altro lato della bellezza
è ubriachezza e sifilide.
Ma, a questo, uno può abituarsi
fino alla fine scolorita.

mercoledì 29 novembre 2017

Girlie Show


Girlie show

Edward Hopper, Girlie show, 1941
collezione privata

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LISEL MUELLER

UN NUDO DI EDWARD HOPPER

per Margaret Gaul

La luce
mi asciuga di quel che potrei essere,
il sogno di un uomo
caldo e morbido;
o di un pittore -
i seni intime colombe,
le braccia delicatamente curvate
da un mite mezzogiorno.

Io sono
vene azzurre, una cicatrice,
una chiazza di cellule color lavanda,
cosce e spalle usate;
i miei polpacci
sono scarsi come le guance,
i miei fianchi non rotondi
piccoli, scintillanti cuscini:

ma questo corpo
è la mia casa, la mia infanzia
vi è sepolta dentro, il mio sonno
vi sorge e vi tramonta,
il desiderio
vi si è innalzato e sottile l'ha indossato
tra queste ossa -
io vivo qui

sabato 25 novembre 2017

Senza titolo, 1935


Torres Garcia

Joaquín Torres-García, Senza titolo, 1935
Madrid, Museo Reina Sofia

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RAMÓN COTE BARAIBAR

JOAQUÍN TORRES-GARCÍA

Mostrami a caso un qualsiasi pesce:
Lì troverai il più antico dei simboli.

Parlami a caso di una qualsiasi città:
Lì incontrerai il mistero della simultaneità.

Indicami a caso una qualsiasi porta:
Lì incontrerai la purezza della sezione aurea.

Ora riunisci questi tre elementi:
Il pesce, la città, la porta

E avrai davanti agli occhi l'universo.

mercoledì 8 novembre 2017

La stanza di Rothko


Rotkho

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Mark Rothko, The Rothko Room
Londra, Tate Modern

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VERONICA DINTINJANA

LA STANZA ROSSA

La stanza rossa
(Rothko, Tate Modern)

Sono scappata.

Me ne andavo in fretta,
perché i tuoi quadri non mi vedessero.

Per un istante mi sono voltata –

rosse e nere
profonde petecchie di disperazione.

Il riflesso in cui riconosci il volto.

Specchio da luna park che ti deforma all'interno
rendendoti brutto in profondità.

Ho distolto lo sguardo.

Mi era chiaro già allora? –
Non mi ha sgomentato la tua fine violenta.

Fuori una grigia giornata di febbraio,

un po' piovosa, Millennium Bridge
e il vento sopra il fiume.

Una Londra nuova e scostante.

La stanza rossa,
come qualcuno di una vita precedente.

Che mi conosce molto meglio di me.

Anche se mi trovo mille miglia lontano,
attende che io ritorni.

E le permetta di guardarmi a fondo.